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Volo parabolico Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo Nunziati   
lunedì 11 giugno 2007

La condizione di assenza di peso è possibile raggiungerla in condizioni di microgravità, nella quale la forza di gravità, che agisce sul corpo, viene bilanciata da quella inerziale. Le possibilità di simulare la condizione di gravità ridotta sono sostanzialmente le seguenti:

  1. a bordo delle stazioni spaziali e delle sonde che portano l'uomo nello spazio;

  2. all'interno di aeromobili lanciati in volo parabolico;

  3. torri a caduta libera.

     

Il secondo e il terzo modo di produrre questo effetto, sono antecedenti ovviamente al primo, ma tuttora utilizzati per effettuare esperimenti in assenza di gravità. Concentriamoci adesso sul meno noto volo parabolico. L'ESA, ad esempio, utilizza l'Airbus A300 opportunamente configurato (soprannominato “ZERO G”), che genera 20 secondi di assenza di peso per ciascuna parabola.


Durante ogni parabola si possono determinare tre periodi distinti:

  1. uno di ipergravità (1,8 g), in fase di salita, di durata di circa 20 secondi;

  2. dopo un periodo di transizione dall'ipergravità alla microgravità (di durata di circa 5 s a metà parabola ascensionale) si ha la seconda fase detta di microgravità che dura circa 20 secondi (0,01 g);

  3. a metà della parabola discensionale si hanno altri 5 s di transizione dalla microgravità all'ipergravità con secondo periodo di ipergravità di durata di circa 20 s a 1,8 g.

Nella fase di microgravità si possono effettuare numerosi esperimenti medici su soggetti umani e numerosi altri in ogni settore di studio scientifico.

In maniera più dettagliata descriviamo con precisione la manovra che viene effettuata in questi tipi di volo.

Il velivolo decolla raggiungendo una quota di circa 6000 metri dopodiché inizia la manovra nota come arco parabolico. Essa consta in una ripida ascensione (cabrata) di 45° con i motori alla massima potenza. A questo punto l'accelerazione prodotta dai motori che si somma all'accelerazione di gravità g, fa si che i passegeri sperimentano una gravità interna di circa 1,8 g per un periodo di 20 secondi.

Una volta raggiunta l’altitudine di 7600 metri l’Airbus riduce la potenza dei motori fino ad un livello minimo sufficiente appena a compensare la resistenza opposta dall’aria.

Da questo istante hanno inizio i 20 secondi di microgravità. La quantità di moto consente all’Airbus di raggiunge l’apice della parabola ad una altitudine di 8500 metri descrivendo con il muso l’arco parabolico e iniziando la caduta libera verso il basso. Quando l’aereo risulta inclinato di 45 gradi sotto l’orizzonte i motori vengono accesi nuovamente alla massima potenza e i passeggeri sperimentano per la seconda volta l'ipergravità. Questa condizione permane fino a quando il velivolo non riprende la sua posizione iniziale ad una quota pari a 6000 metri, pronto per la successiva parabola.

Queste manovre sono effettuate ripetutamente, ogni tre minuti tra l’inizio di due parabole consecutive, cioè un minuto di fase parabolica  (20 secondi ad 1,8g + 20 secondi di microgravità + 20 secondi a 1,8g) seguiti da due minuti  di intervallo di volo livellato a 6000 m e ad un'accelerazione pari a 1g.

Dopo la decima e la ventesima parabola l’intervallo di riposo è aumentato a 6 minuti, per non sforzare troppo il veivolo ma soprattutto le persone a bordo . Da un punto di vista della sicurezza l’Airbus “Zero G” è stato sottoposto ad una speciale opera di rafforzamento .

L'ESA consente anche a studenti di effettuare questa bellissima esperienza, al prezzo di aver preparato un esperimento da realizzare in assenza di gravità a bordo dello "ZERO G". Per maggiori informazioni visitare il seguente link.

 
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